"Alice rise: "è inutile che ci provi, non si può credere a una cosa impossibile".
"Oserei dire che non ti sei allenata molto", ribatte la regina.
Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere a sei cose impossibili prima di colazione". (Lewis Carroll)

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lunedì 31 ottobre 2016

HAPPY HALLOWEEN

Che i mostri e le paure più nascoste risorgano nella giornata di Halloween!!! Dolcetto o scherzetto?
Happy Halloween a tutti!


venerdì 28 ottobre 2016

Il quadro del giorno: Jane Avril, Le Jardin de Paris - Loutrec























Il   quadro di Toulouse Loutrec ritrae Jeanne Louise Beaudon (Parigi, 9 giugno 1868 – Parigi, 17 gennaio 1943), in arte, Jane Avril, una famosa ballerina di caberet. La caratteristica che la distingueva da tutte le altre ballerine era la sua danza priva di qualsiasi volgarità, quasi pudica, e questo le permise di portare il can-can in molte capitali europee sempre con grande successo.  


giovedì 27 ottobre 2016

Mostra Toulouse Lautrec a Torino

Ciao a tutti, per coloro che amano questo grande pittore e l'arte in generale, volevo segnalare questa mostra al Palazzo Chiabese di Torino.

"Con circa 170 opere, tutte provenienti dalla collezione dell’Herakleidon Museum di Atene, dal 22 ottobre 2016 al 5 marzo 2017 arriva a Palazzo Chiablese di Torino una grande retrospettiva dedicata a Toulouse-Lautrec, l’aristocratico bohémien considerato il più grande creatore di manifesti e stampe tra il XIX e XX Secolo." Per info: http://www.mostratoulouselautrec.it/


lunedì 24 ottobre 2016

Perché Parigi ti cambia vita...

La città francese d'eccellenza pare che abbia "stregato" anche l'attrice tutta d'un pezzo Scarlett Johanson...prima nel farle sposare il giornalista Romain Dauriac e poi nel trasformarla in una parigina con tanto di attività nel quartiere Marais... L'attrice, ha cambiato vita, trasferendosi a Parigi e aprendo insieme al marito un originale e fuori dal comune negozio di pop-corn gourmet: "Yummy Pop", ove si offrono pop-corn per tutti i gusti, dal dolce al salato...La capitale francese ha colpito ancora nel segno, realizzando ancora il mito dell'americana a Parigi. Da attrice a imprenditrice il passo è stato breve: si spera che i pop-corn mantengano il business "scoppiettante"!










sabato 22 ottobre 2016

La storia della cosmetica n. 7

Tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento si diffusero i profumi anche se gli stessi erano un’invenzione molto antica. Dalla Francia, in particolare da Grasse, la moda dei profumi si diffuse in tutta Europa. “Il profumo sarebbe stato sparso non solo sul corpo ma, facendo forse appello alle supposte doti di protezione dei profumi quali amuleti, praticamente su qualsiasi cosa venisse indossata, dall’abbigliamento alle scarpe e persino ai gioielli (si riteneva che l’immersione delle gemme nel profumo potesse sprigionare l’essenza innata della pietra, in quanto secondo una teoria, si sosteneva che le gemme fossero composte da “acqua condensata attraverso l’odore”). Tutto profumava: guanti, scarpe, calze, camicie, e persino le monete. La gente portava sulla sua persona oggetti realizzati con impasti profumati.”  Cominciarono a comparire i primi libri di segreti dedicati esclusivamente ai cosmetici ed ai profumi. Alcuni profumi riscuotevano particolare successo: l’essenza di zibetto , di ambra e muschio.
Le credenze sulle proprietà terapeutiche dei profumi contribuirono ad accrescere il loro utilizzo, insieme ai cosmetici, in tutta Europa almeno fino alla metà del Settecento. Nei secoli XVI-XVIII si credeva che le cause della peste e della sifilide fossero gli odori., ed inoltre era molto diffusa l’opinione che l’acqua potesse in qualche modo lavar via la “protezione naturale” dell’epidermide. Perciò era assai diffusa la paura dell’acqua, basata sulla “teoria scientifica” del corpo poroso : occorreva, quindi, conservare il corpo impermeabile e prendere il bagno completo con mille precauzioni addirittura su prescrizione medica. Questa credenza sparirà nell’Ottocento con la scoperta dei microbi.
L’unica pratica igienica attuata con una certa frequenza presso le classi sociali più abbienti era la lavatura della testa. Per la “pulizia” del corpo si utilizzavano dei sostituti “bagnati” dell’acqua quali unguenti e decotti, ma soprattutto dei sostituti “solidi”, i profumi e le ciprie, per coprire gli odori sgradevoli. Molto adoperate risultarono anche le creme, che, oltre a profumare la pelle, la rendevano morbida, vellutata e bianca. Nel corso del Seicento le applicazioni cosmetiche si moltiplicarono, sono da ricordare infatti le mouches (le mosche) e le parrucche.

Per quanto riguarda le parrucche, che erano indossate indifferentemente sia dagli uomini che dalle donne, dovevano essere ricciolute e folte, in linea con il gusto barocco. Inizialmente di color nero o castano, la moda delle parrucche fu lanciata dal sovrano francese Luigi XIII che le utilizzava nel tentativo di nascondere la calvizie. Anche Luigi XIV ne portava una altissima per ovviare alla sua bassa statura. “Per quanto riguarda le mouches, queste furono utilizzate sia dagli uomini che dalle donne a partire dal 1640 circa (specialmente a Venezia ed a Milano, come pure in Francia): erano piccoli puntini neri, fatti di velluto, seta, pelle o carta colorata, inizialmente destinati ad imitare i nei, o i cosiddetti “segni di bellezza”. All’inizio, probabilmente, venivano applicati sui punti più adatti, vicino l’occhio, la bocca o il seno, oppure servivano per ricoprire dei segni sgraditi, imperfezioni della pelle o persino cicatrici (queste ultime particolarmente frequenti in questo periodo a causa di malattie deturpanti come il morbillo o dell’uso di materiali per la cosmesi nocivi).” Da ricordare è la prima comparsa in questo periodo del rossetto, composto di una pasta semisolida a base di terra rossa (Terra di Parigi), che si avvolgeva su di un bastoncino e poi era fatta essiccare al sole. Da quel momento anche il rossetto contribuì a modificare la forma della bocca che, secondo i dettami della moda dell’epoca, doveva essere piccolissima e imbronciata, con il labbro inferiore più carnoso di quello superiore. La modalità di applicazione era rigorosa. Occorreva prima di tutto spalmare ai lati delle labbra delle sostanze astringenti che davano la “forma a cuore” alla bocca e dopo in un secondo momento si applicava il rossetto.

venerdì 21 ottobre 2016

CC Cream Chanel

Oggi, finalmente, ho acquistato la tanto agognata CC Cream di Chanel . . . 
Ho provato un campione datomi nella Chanel Beauty Boutique di Parigi. 
DOPO AVERLO TESTATO CON CURA, per un mese circa, ho riscontrato dei risultati positivi sulla mia pelle. 
Secondo il fogliettino illustrativo è un prodotto che assicura una correzione completa delle imperfezioni del viso assicurando un incarnato luminoso e omogeneo. Ha degli estratti marini, acido ialuronico ed estratti alla pesca. 
Dopo il mese di applicazione ho notato che a breve termine garantisce una pelle priva di imperfezioni dopo l'applicazione e a lungo termine, uniforma, illumina e compatta la pelle contribuendo alla sua idratazione. 
Personalmente, mi sono trovata benissimo e ve la consiglio: si sfuma facilmente come una normale crema per il viso e basta pochissimo prodotto per una copertura leggera ma funzionale, per coprire maggiormente basta applicare un po' più di prodotto, ma tranquille è facilmente modulabile, in più è dotata anche di protezione 50,  il che non guasta . . .  :)

LA PENCIL SKIRT

Detta volgarmente gonna a tubo o a sigaretta, è considerato un must have di questa stagione...
Questo capo affonda le sue radici nello storico tubino, capo dalla linea dritta con pinces in vita, dotato di uno o due spacchi laterali per permettere il movimento che fascia interamente i fianchi e segna "senza paura" il punto vita, mostrando una figura slanciata e snella.




 Nel tempo, il tubino si è evoluto acquisendo forme, ma soprattutto lunghezze differenti: sotto il ginocchio, al polpaccio, appena sopra il ginocchio, ecc. La pencil skirt nacque casualmente nel 1908, durante un volo-prova che la Sig.ra Hart O. Berg, fece su un prototipo di aeromobile, "legandosi" la lunga gonna indossata con una corda, alle ginocchia, per essere più comoda e godersi il volo. Una volta a terra, l'evento fu fotografato, mostrando la strana "mise" della donna, dalla quale trasse ispirazione lo stilista francese Poiret, inventando, qualche tempo dopo, la hobble skirt, con un orlo molto stretto tanto da "ostacolare" il passo ma in grado di garantire un'andatura più graziosa e femminile.


 Christian Dior, trasse libera ispirazione dalla gonna di Poiret e sviluppò la sua pencil skirt, lanciata poi, negli anni 40.



lunedì 17 ottobre 2016

La storia della cosmetica n. 6

Nel Rinascimento viene esaltata la bellezza corporea, le donne celebrate quale l’opera più bella della creazione. Numerosi artisti in questo periodo, fanno del corpo il fulcro delle loro opere. L’uso di belletti, cosmetici e profumi divenne una vera mania, per cui  l’apparire diventava sempre più importante ed il momento della toilette rappresentava un rito al quale non si poteva rinunciare. “I cosmetici erano diventati strumento fondamentale nella costruzione del sé sia per le donne ma anche per gli uomini.”  Questo fu il periodo storico nel quale fiorirono numerosi trattati scritti da medici, farmacisti ed anche da semplici cultori che riguardavano la bellezza, il valore dei prodotti cosmetici, di alcuni utili toccasana e numerose preparazioni cosmetiche. Una delle donne più affascinanti dell’epoca, Caterina Sforza (1463-1509), trascrisse molte ricette e rimedi cosmetici nel volume “Experimenti” che rappresenta uno dei testi di cosmetica più innovativi dell’epoca. L’Italia divenne polo dell’estetica e del buon gusto, nonché del lusso. Numerose mode e ricette di bellezza, anche esportate in Francia, ebbero origine “made in Italy”. In Toscana, intorno al Cinquecento, le scienze della natura (botanica e mineralogia) furono studiate con fervore allo scopo di scoprire trovati preziosi dalle caratteristiche e dalle proprietà “miracolose”.Molte furono le opere scientifiche, in cui si consigliava l’uso di erbe, pietre, minerali ed animali, non solo per medicare, ma anche per curare l’aspetto esteriore.

Imbellettarsi diventò pian piano, più che una moda una necessità per ogni classe sociale. Grazie alle nuove scoperte geografiche, oltre che all’importazione di numerosi nuovi prodotti che potevano essere utilizzati in campo cosmetico, si assistette al formarsi di una nuova classe sociale: quella dei mercanti. La disponibilità economica di questa nuova classe sociale contribuì, insieme all’aristocrazia, a dare sfogo all’ostentazione della ricchezza, attraverso il lusso e la stravaganza. Quale campo, se non quello dell’abbigliamento e della cosmetica,  per esibire lo sfarzo? L’eccentricità talvolta, arrivò al culmine, sconfinando nella follia dei tacchi alti fino ai sessanta centimetri, dei guanti d’oro, acconciature con piume e pennacchi. Se prima del Rinascimento l’ideale di bellezza femminile era quello della donna pallida, magra e con il seno piccolo, con l’aumento del divario fra classi sociali, le dame e le nobildonne accentuavano tale divario manifestando la loro superiorità sia con il fisico che con il belletto. Per quanto riguarda il fisico, troviamo una donna dai fianchi larghi, rotondeggiante e dalle forme morbide con un seno abbondante. Per quanto concerne l’estetica i principi da seguire erano: pelle rigorosamente bianca, chioma bionda e lunga, labbra e guance rosse o rosee (per trasmettere un senso di benessere), sopracciglia scure, collo e mani lunghi e sottili ed anch’essi perlescenti. Un colorito bianco trasmetteva femminilità e delicatezza ed alto rango sociale, a differenza della pelle scura, considerata piuttosto rozza e popolana. Tuttavia, mentre alcuni sostenevano l’uso dei cosmetici e del trucco quale aiuto per raggiungere l’aspetto ideale, molti altri lo criticavano quale tentativo di manipolare l’aspetto, alterando l’immagine donataci da Dio. A dispetto di ciò, le donne e anche gli uomini continuarono imperturbati a correggere i propri difetti ed migliorare il proprio aspetto esteriore. Le donne, soprattutto quelle di alto rango o di buone condizioni economiche, per poter raggiungere questi “canoni di bellezza”, non esitarono a sottoporsi ad una serie di operazioni cosmetiche, spesso costose ed anche dolorose. Ad esempio, mezzi depilatori di vario tipo, anche brutali (calce viva, pece, ecc.) venivano applicati soprattutto sulla fronte da rendere alta e convessa e per le sopracciglia considerate antiestetiche. Depilando la fronte si cercava, infatti, di ottenere un volto simile a quello delle statue dell’antichità. Il costo dei materiali impiegati e le condizioni di vita dei ceti meno abbienti fecero sì che questo tipo di cosmetica si rivolgesse soprattutto alle dame. Esisteva, comunque, una cosmetica più popolare, basata sull’utilizzo di ingredienti più umili e su ricette “casalinghe”. Anche se i cosmetici per natura sono associati inequivocabilmente alla sfera femminile, all’epoca gli uomini non ne disprezzavano affatto l’uso. I libri di segreti cosmetici del XVI secolo comprendevano spesso ricette di preparazioni cosmetiche per tingere la barba e le sopracciglia ( i colori bruni erano segno di virilità maschile), per schiarire la pelle o per renderla più morbida.

Desiderio del giorno


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