"Alice rise: "è inutile che ci provi, non si può credere a una cosa impossibile".
"Oserei dire che non ti sei allenata molto", ribatte la regina.
Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere a sei cose impossibili prima di colazione". (Lewis Carroll)

Translate

lunedì 7 agosto 2017

Max & Co. saldi estivi P/E 2017

Ciao a tutti, oggi  voglio mostrarvi alcuni capi che sono riuscita ad aggiudicarmi ad un buon prezzo, durante questi saldi estivi.
Devo confessarvi che non mi sono mossa in largo anticipo come fa la stragrande maggioranza delle persone che si "fiondano" nei negozi, facendo file interminabili, per poter essere fra le prime a strapparsi con forza di mano il capo tanto ambito. Ho preferito la fine del periodo dei saldi, molto più tranquillo, e devo dire che sono riuscita a trovare quello che cercavo.

Il negozio in questione è il monomarca di Max & Co. della mia città... marchio da me molto amato, anche se ultimamente la varietà non è tra le più vaste, in quanto, non approvo tutte le scelte stilistiche... Va bè bando alle ciance vi lascio con le foto dei capi prescelti, spero vi piacciano, fatemi sapere con qualche commento. Grazie mille! Alla prossima! :)


Gonna in stuoia di cotone fiammato, a disegno check. Linea leggermente svasata, con dettaglio asimmetrico di contropiega e tasca inserita sul davanti. Vita regolare, lunghezza sopra il ginocchio

Gonna tubino di tessuto jacquard stretch a fantasia geometrica. Linea asciutta e diritta. Vita regolare, lunghezza al ginocchio. Spacco dietro.


Camicia di tessuto crêpe. Colletto con lavorazione a intarsio, a blocchi di colore. Maniche lunghe. Linea diritta e morbida, con carré e piccole pieghe sulla schiena.



Maglia in filato sottile. Georgette di seta con piccole ruches per la parte superiore e le maniche, con lunghezza 7/8. Scollo a V. Linea accostata al corpo














































lunedì 31 luglio 2017

New hair look

Ciao a tutti! Oggi vi mostro il mio nuovo look realizzato sulla base di quello della stupenda Angelina Jolie nello spot Guerlain della fragranza "Mon Gueralin"...spero vi piaccia! Baci!





sabato 1 luglio 2017

La storia della cosmetica n. 12

La storia della cosmetica n. 12

Durante gli anni venti la donna voleva assomigliare il più possibile alle dive del cinema, e cosa più dei cosmetici poteva aiutarla nel suo scopo? Occhi resi grandi e scuri attraverso il kajal, ciglia inspessite dal mascara e sopracciglia quasi inesistenti. Un viso abbronzato prese il posto del pallore tanto ricercato nei secoli precedenti e lo smalto prese il posto dei guanti. Dopo la prima guerra mondiale le donne, resesi più autonome ed indipendenti lavorando, disponevano di un budget personale da dedicare agli acquisti di trattamenti e prodotti di bellezza.
Al desiderio sempre maggiore di bellezza da parte delle donne  vennero incontro due nuove creazioni: la chirurgia estetica e l’istituto di bellezza. La chirurgia estetica nacque negli ospedali militari ed ebbe una rapida ascesa. Il primo istituto di bellezza al mondo aprì a Parigi nel 1895, ma negli Stati Uniti ne scoppiò una vera e propria moda. Si contavano solo in Francia, fra il 1920 ed il 1930, venticinquemila saloni di bellezza.


Negli anni Trenta, trionfò il biondo platino con labbra rosse, sopracciglia depilate e ridisegnate ad arco. Si moltiplicarono le riviste  femminili e le guide di bellezza che raccomandavano, fotografie e disegni alla mano, le cure di cui una donna non poteva fare a meno. In America, grazie alla produzione cinematografica, l’introduzione di nuovi personaggi e di nuovi stili di vita nei movies influenzò di gran lunga la moda e la cosmesi. Fece la sua comparsa in quegli anni Max Factor, truccatore delle prime dive di Hollywood., il quale ideò il primo fondotinta compatto non di base gessosa bensì di consistenza più leggera, le prime ciglia finte ed il primo gloss  della storia. Numerose le dive del grande schermo (degli anni venti e trenta) truccate da Max Factor quali: Joan Crawford, Phyllis Haver ecc.
Grazie all’invenzione della televisione nel 1954 ed alla sua rapida diffusione, l’informazione entrò nelle case ed insieme ad essa i primi spot pubblicitari. Il look delle sempre eleganti e raffinate tele-presentatrici, condizionò ed influenzò le donne dell’epoca.


Negli anni Settanta il movimento femminista condannava la donna prigioniera della famiglia e del potere dell’uomo mettendo anche in discussione le cure di bellezza. Si diffuse parallelamente la moda dei cosmetici orientali, fatti con sostanze naturali e più economici.

Negli anni Ottanta ritornò in auge la cura del corpo, diventando in alcuni casi piuttosto maniacale, attraverso la diffusione di diete e del fitness. In questi anni iniziò la diversificazione massiccia dei cosmetici, dei colori e delle composizioni chimiche. Questi anni videro anche lo sviluppo e l’apprezzamento da parte dei consumatori del Made in Italy: gli stilisti nazionali iniziarono a conquistare il mercato internazionale sia per quanto riguarda la moda ma anche per quanto riguarda i profumi, i cosmetici, linee di prodotti per la cura del corpo con un packaging esclusivo con le griffe quali: Valentino, Armani, Ferrè, Versace, Krizia, Missoni, Fendi, Soprani, ecc.

sabato 11 marzo 2017

La storia della cosmetica n. 11

Nel Novecento si assistette alla democratizzazione dei prodotti cosmetici sia a livello informativo che economico. La cosmesi divenne un settore in cui investire, un vero e proprio business. Nacquero i primi saloni di bellezza dove esercitavano le prime estetiste, figura professionale introdotta per la prima volta in quegli anni. “Moltiplicandosi la disponibilità di rifornimenti e di assortimento, l’industria cosmetica alterava la natura dei suoi prodotti: con il XX secolo agli articoli di lusso si affiancava la produzione di massa. La spesa per i cosmetici prodotti industrialmente non era solo alla portata delle classi molto ricche e, di conseguenza, molte più persone potevano acquistare cosmetici”.  Molto importanti, soprattutto per la salute, furono l’introduzione della pratica sportiva ed il miglioramento delle abitudini igieniche. L’ideale di donna del Novecento medio-borghese era rappresentato da: pelle fresca e profumata, volto incipriato, guance e labbra rosse, capelli colorati con henné  , ciglia e sopracciglia nere e folte. “Ci si limitava sempre meno ad un unico vasetto di rouge multifunzionale, rossetto o profumo, così che la toilette di una donna poteva includere l’ultima sfumatura, tinta o fragranza, e i cosmetici potevano essere usati per mettere in mostra il look più nuovo, per accompagnarsi alle ultime tendenze della moda, e/o per incarnare e diffondere un’intera gamma di sottili messaggi di personalità o l’umore.”  
Nei primi decenni del XX secolo si assistette all’ascesa rapida dei cosmetici ed il trucco in particolare cominciò ad avere un ruolo fondamentale nell’espressione dell’ “io” e della personalità di ogni donna lungi dall’essere inteso quale strumento di mascheramento o di dissimulazione. “Fino al 1970-1980 i grandi imperi cosmetici furono francesi ed americani. Nel 1907 Eugéne Schueller inventò la prima colorazione per capelli (che utilizzava il principio dell’ossidazione di coloranti attivati da un agente alcalino per ottenere la sfumatura desiderata) e tre anni dopo creò la società francese delle “tinte innocue per capelli” che in seguito diventò L’Oréal. Paul Poiret fu il primo sarto a capire l’importanza legata all’abito associato al profumo e lanciò nel 1911 una sua creazione Rosine. 



La grande Coco Chanel, che rivoluzionò il mondo femminile dell’abbigliamento, si occupò anche di cosmetici; lanciò la moda del rossetto scuro e studiò la formula sintetica di un profumo che per questa sua particolarità non ne alterava l’essenza con il calore del corpo: nel 1912 nasce Chanel n.5.” 

venerdì 24 febbraio 2017

La storia della cosmetica n.10

Verso la metà dell’Ottocento, accantonato il periodo dell’ideale romantico all’insegna della sofferenza interiore ben esternata anche all’esterno, attraverso un aspetto quasi malsano e tubercolotico, si passò ad uno stile di vita più sano, con la predilezione di un viso roseo e di un fisico forte, ottenuti conducendo una vita maggiormente all’aria aperta. Bagni tiepidi con saponi erano fatti quasi ogni giorno con pulizia del capo e del corpo attraverso la frizione di prodotti specifici. Soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento tornarono in voga quali ausili al raggiungimento dei canoni di bellezza del XIX secolo il rouge a tinte delicate, colori per le labbra e per gli occhi, ciprie e prodotti sbiancanti come il magnesio e smalti al piombo. “La moda e l’uso di cosmetici forniva a certe donne modalità particolari per manifestare la loro identità di classe. Di conseguenza, se non altro presso la borghesia, i prodotti di bellezza cominciarono a perdere la connotazione negativa di maschere sociali o di mezzi per dissimulare la propria vera identità, e contribuirono alla formazione sociale di una middle class” .
L’industrializzazione e la diffusione di benessere economico nella popolazione incrementò il processo di produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici nonché di utilizzo. Con l’introduzione di prodotti di sintesi e di nuove sostanze organiche si dette il via alla realizzazione di formule d’avanguardia. […] Da quel momento in avanti la vendita di cosmetici iniziò un’ascesa spettacolare. Mentre il commercio italiano, in quel periodo dell’Ottocento, rimase sostanzialmente legato a prodotti ancora di natura artigianale, almeno fino agli inizi del XX secolo (le donne della classe media italiana del XIX secolo spesso si preparavano da sé i propri cosmetici o facevano ricorso a preparazioni artigianali), altri paesi europei, ma soprattutto la Francia, videro la nascita delle prime grandi case cosmetiche tra cui: Guerlain (1828), Roger & Gallet (1862 che acquista la formula dell’eau de Cologne di Farina), Bourjois (1863), Coty (1905). L’ingresso sul mercato di queste grandi aziende a livello internazionale segnò profondamente le aziende italiane che non riuscivano a competere con i colossi francesi, segnando una profonda crisi nel settore.

Le grandi case cosmetiche francesi citate nacquero inizialmente come parfumieres (grazie soprattutto alla produzione industriale di alcool nei primi anni del XIX secolo) e successivamente, grazie ai proventi che riuscivano a permettersi, effettuarono una diversificazione delle linee produttive, passando alla produzione di altre tipologie di prodotto oltre ai profumi. Guerlain, ad esempio, cominciò dapprima a vendere pomate per le labbra, passando alla produzione di rossetti nel 1880 con la creazione del primo rossetto moderno. Le industrie italiane cercarono in qualche modo di contrastare e di rispondere alla concorrenza, rilanciando il talco veneziano, ciò però, non servì a molto poiché fu ritenuto inferiore al corrispondente francese.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Questo blog è frutto di pure valutazioni personali.

L'autore di questo blog si riserva di eliminare senza preavviso i commenti che siano illeciti, volgari, lesivi della privacy altrui, con contenuti di spam, ispirati da odio razziale, che possano recare danno ai minori, che contengano dati sensibili, che siano lesivi di copyright, che non siano correlati all'articolo cui si riferiscono.
Questo blog viene aggiornato senza una periodicità prestabilita quindi, ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001, non è un prodotto editoriale o una testata giornalistica.

Alcune delle immagini del blog sono state liberamente prese dal web e non per tutte è stato possibile sapere se fossero coperte da Copyright o meno.
Nel caso ritenete che alcune di esse vi appartengano e volete che siano rimosse, segnalatemelo e provvederò prontamente a rimuoverle.

Cerca nel blog

Post più popolari

AVVISO

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Questo blog è frutto di pensieri ed opinioni personali e pertanto l'autore si solleva da eventuali responsabilità di opinioni contrarie e/o discordanti.

Questo blog non rappresenta un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autrice del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autrice dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione, verranno insidacabilmente rimossi.


Post originale su: http://iolecal.blogspot.com/2011/01/widget-letterina-con-messaggio.html#ixzz23nPnNZAW
Under Creative Commons License: Attribution Non-Commercial No Derivatives