"Alice rise: "è inutile che ci provi, non si può credere a una cosa impossibile".
"Oserei dire che non ti sei allenata molto", ribatte la regina.
Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere a sei cose impossibili prima di colazione". (Lewis Carroll)

Translate

venerdì 24 febbraio 2017

La storia della cosmetica n.10

Verso la metà dell’Ottocento, accantonato il periodo dell’ideale romantico all’insegna della sofferenza interiore ben esternata anche all’esterno, attraverso un aspetto quasi malsano e tubercolotico, si passò ad uno stile di vita più sano, con la predilezione di un viso roseo e di un fisico forte, ottenuti conducendo una vita maggiormente all’aria aperta. Bagni tiepidi con saponi erano fatti quasi ogni giorno con pulizia del capo e del corpo attraverso la frizione di prodotti specifici. Soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento tornarono in voga quali ausili al raggiungimento dei canoni di bellezza del XIX secolo il rouge a tinte delicate, colori per le labbra e per gli occhi, ciprie e prodotti sbiancanti come il magnesio e smalti al piombo. “La moda e l’uso di cosmetici forniva a certe donne modalità particolari per manifestare la loro identità di classe. Di conseguenza, se non altro presso la borghesia, i prodotti di bellezza cominciarono a perdere la connotazione negativa di maschere sociali o di mezzi per dissimulare la propria vera identità, e contribuirono alla formazione sociale di una middle class” .
L’industrializzazione e la diffusione di benessere economico nella popolazione incrementò il processo di produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici nonché di utilizzo. Con l’introduzione di prodotti di sintesi e di nuove sostanze organiche si dette il via alla realizzazione di formule d’avanguardia. […] Da quel momento in avanti la vendita di cosmetici iniziò un’ascesa spettacolare. Mentre il commercio italiano, in quel periodo dell’Ottocento, rimase sostanzialmente legato a prodotti ancora di natura artigianale, almeno fino agli inizi del XX secolo (le donne della classe media italiana del XIX secolo spesso si preparavano da sé i propri cosmetici o facevano ricorso a preparazioni artigianali), altri paesi europei, ma soprattutto la Francia, videro la nascita delle prime grandi case cosmetiche tra cui: Guerlain (1828), Roger & Gallet (1862 che acquista la formula dell’eau de Cologne di Farina), Bourjois (1863), Coty (1905). L’ingresso sul mercato di queste grandi aziende a livello internazionale segnò profondamente le aziende italiane che non riuscivano a competere con i colossi francesi, segnando una profonda crisi nel settore.

Le grandi case cosmetiche francesi citate nacquero inizialmente come parfumieres (grazie soprattutto alla produzione industriale di alcool nei primi anni del XIX secolo) e successivamente, grazie ai proventi che riuscivano a permettersi, effettuarono una diversificazione delle linee produttive, passando alla produzione di altre tipologie di prodotto oltre ai profumi. Guerlain, ad esempio, cominciò dapprima a vendere pomate per le labbra, passando alla produzione di rossetti nel 1880 con la creazione del primo rossetto moderno. Le industrie italiane cercarono in qualche modo di contrastare e di rispondere alla concorrenza, rilanciando il talco veneziano, ciò però, non servì a molto poiché fu ritenuto inferiore al corrispondente francese.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Questo blog è frutto di pure valutazioni personali.

L'autore di questo blog si riserva di eliminare senza preavviso i commenti che siano illeciti, volgari, lesivi della privacy altrui, con contenuti di spam, ispirati da odio razziale, che possano recare danno ai minori, che contengano dati sensibili, che siano lesivi di copyright, che non siano correlati all'articolo cui si riferiscono.
Questo blog viene aggiornato senza una periodicità prestabilita quindi, ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001, non è un prodotto editoriale o una testata giornalistica.

Alcune delle immagini del blog sono state liberamente prese dal web e non per tutte è stato possibile sapere se fossero coperte da Copyright o meno.
Nel caso ritenete che alcune di esse vi appartengano e volete che siano rimosse, segnalatemelo e provvederò prontamente a rimuoverle.

Cerca nel blog

Post più popolari

AVVISO

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Questo blog è frutto di pensieri ed opinioni personali e pertanto l'autore si solleva da eventuali responsabilità di opinioni contrarie e/o discordanti.

Questo blog non rappresenta un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autrice del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autrice dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione, verranno insidacabilmente rimossi.


Post originale su: http://iolecal.blogspot.com/2011/01/widget-letterina-con-messaggio.html#ixzz23nPnNZAW
Under Creative Commons License: Attribution Non-Commercial No Derivatives